Si vive così,
senza mai poter giustificare
lo stato tensivo del corpo
in relazione alla postura,
senza mai poter mutare
l'erosione diseguale di ogni
tacco di ogni nostra scarpa,
in tutti questi anni.
(Se mi guardo non vedo mai niente)
Dromomani infiniti,
serpeggiano in città.
Ma quando sopporto
il cambio di contatto,
piango dolcemente,
e sento per davvero
l'assurdità della frequenza
infernale, e il nostro
folle, per niente,
volerci rimanere.






