Tertium datur.
Per gentile concessione dello scultore Andrea RaggiCosa che è ferma e tu non la puoi smuovere,
per vanità non dedicarle il cuore.
Dispera il pigro, senza proseguire
la propria strada, per non inciampare.
17.X.1974
Dario Chioli
Noi siamo come vite
di uomini oscuri
che si levano il giorno a cercare
la propria catena.
Noi siamo come volti
di chi non sorride mai
perché non apprese il modo
d’essere libero.
Noi siamo come galassie
coperte dalla notte,
che più non hanno lume
da inviarci.
Noi siamo gli innumerevoli
ritorni e giri
di chi non sa
dove dirigere il cammino.
Dopo vanamente gridato
e corso per nulla,
infine ci si ferma attoniti
e si invoca assai la pace,
e la candela si spegne
d'un soffio dolce.
E ci culla l'acqua eguale
di un lontano giorno
in cui ci sentimmo di nascere
e dentro sapemmo di vivere.
24.IX.1971
Dario Chioli
C'è ancora una foglia
attaccata ai rami di quell'albero
aggredito dall'inverno.
E quella foglia ora ride,
in un batuffolo di neve, soffice
come il cuore di chi s'accorge
di simili cose, cose da nulla...
Sei nel modo maya
dei tuoi lineamenti
al centro dellaa terra
convergenti.
Nel sublunare
giacenti.
Sei nei quattro elementi,
relativi accidenti,
e conseguenti fendenti.
Hai scordato la primordiale
linea insostanziale
dello stabile presente,
inconseguente.
Sequenze emozionali,
seguono,
l'inconseguente non datur,
non sequitur,
nè precedente.
Accetta l'in-formazione
ma chiedi calore:
il ferro incandescente
è anche luminoso.
Lo stretto di Bering si potrà navigare
per lo scioglimento della calotta polare.
La mano sinistra potrà accarezzare
per l'irraggiamento di sostanza solare.
La mano sinistra potrà accarezzare
correndo a ritroso lo spirito vitale,
navigando a contrario
dentro al porto occipitale.